FEBBRAIO
2026
Nerello Mascalese, il vino che nasce dal fuoco
Ci sono vini che raccontano un territorio. E poi ci sono vini che sono il territorio.
Il Nerello Mascalese appartiene a questa seconda categoria. E' il vino dell'Etna, ma soprattutto è il risultato di un equilibrio fragile e straordinario tra fuoco, vento, altitudine e tempo. Un vitigno che non cerca l'uniformità, ma che vive di sfumature, di contrasti, di differenze minime che cambiano da una contrada all'altra.
Il Nerello Mascalese cresce sui versanti del vulcano più alto d'Europa, spesso oltre i 600mt di altitudine. Qui il clima è estremo: inverni freddi, estati luminose, forti escursioni termiche. La vite affonda le radici in terreni lavici giovani e antichi, ricchi di minerali, poveri di materia organica, costretti a drenare e resistere.
E' proprio questa fatica a rendere il Nerello Mascalese così riconoscibile. I suoi grappoli piccoli e spargoli maturano lentamente, accumulando complessità senza mai perdere eleganza.
Nel calice, il Nerello Mascalese sorprende chi si aspetta potenza.
Il colore è spesso chiaro, quasi trasparente, ma il profilo aromatico è profondo: piccoli frutti rossi, note floreali, cenni di spezie, una vena minerale che ricorda la pietra bagnata, la cenere, il ferro.
In bocca è teso, vibrante, con tannini fini e un'acidità che accompagna il sorso senza appesantirlo. E' un vino che non grida, ma persiste. Che non conquista con la forza ma con la precisione.
Il tempo come ingrediente
Il Nerello Mascalese è anche un vino che ama il tempo. Sia in vigna che in cantina, richiede pazienza.
Le vigne spesso sono allevate ad alberello, lavorate a mano, custodite da generazioni. Le rese sono basse, le vendemmie tardive, le vinificazioni rispettose.
Molti produttori scelgono affinamenti lunghi, in grandi botti o anfore, per lasciare che il vino trovi il suo equilibrio senza forzature. Il risultato è un rosso capace di evolvere gli anni rivelando sfumature sempre nuove.
Un vino che accompagna la tavola siciliana
Il Nerello Mascalese è profondamente legato alla cucina del territorio. Si abbina con naturalezza ai piatti che raccontano l'Etna: carni arrosto, funghi dei boschi, formaggi stagionati, ma anche preparazioni più delicate, dove la sua freschezza riesce a valorizzare senza coprire.
E' un vino che ama la convivialità lenta, le tavole condivise, i pasti che non hanno fretta di finire.
Bere Nerello Mascalese significa assaggiare un luogo in continua trasformazione. Significa accettare che ogni annata sia diversa, che ogni contrada abbia una voce propria, che il vino non sia mai identico a sé stesso.
E' il vino di chi cerca autenticità, non perfezione. Di chi ama i dettagli, le differenze, le storie che si svelano con il tempo.
Come l'Etna, il Nerello Mascalese non si lascia dominare. Si lascia conoscere, lentamente. Qui ogni sapore ha una radice e ogni radice un'anima che brucia.
Il Nerello Mascalese appartiene a questa seconda categoria. E' il vino dell'Etna, ma soprattutto è il risultato di un equilibrio fragile e straordinario tra fuoco, vento, altitudine e tempo. Un vitigno che non cerca l'uniformità, ma che vive di sfumature, di contrasti, di differenze minime che cambiano da una contrada all'altra.
Il Nerello Mascalese cresce sui versanti del vulcano più alto d'Europa, spesso oltre i 600mt di altitudine. Qui il clima è estremo: inverni freddi, estati luminose, forti escursioni termiche. La vite affonda le radici in terreni lavici giovani e antichi, ricchi di minerali, poveri di materia organica, costretti a drenare e resistere.
E' proprio questa fatica a rendere il Nerello Mascalese così riconoscibile. I suoi grappoli piccoli e spargoli maturano lentamente, accumulando complessità senza mai perdere eleganza.
Nel calice, il Nerello Mascalese sorprende chi si aspetta potenza.
Il colore è spesso chiaro, quasi trasparente, ma il profilo aromatico è profondo: piccoli frutti rossi, note floreali, cenni di spezie, una vena minerale che ricorda la pietra bagnata, la cenere, il ferro.
In bocca è teso, vibrante, con tannini fini e un'acidità che accompagna il sorso senza appesantirlo. E' un vino che non grida, ma persiste. Che non conquista con la forza ma con la precisione.
Il tempo come ingrediente
Il Nerello Mascalese è anche un vino che ama il tempo. Sia in vigna che in cantina, richiede pazienza.
Le vigne spesso sono allevate ad alberello, lavorate a mano, custodite da generazioni. Le rese sono basse, le vendemmie tardive, le vinificazioni rispettose.
Molti produttori scelgono affinamenti lunghi, in grandi botti o anfore, per lasciare che il vino trovi il suo equilibrio senza forzature. Il risultato è un rosso capace di evolvere gli anni rivelando sfumature sempre nuove.
Un vino che accompagna la tavola siciliana
Il Nerello Mascalese è profondamente legato alla cucina del territorio. Si abbina con naturalezza ai piatti che raccontano l'Etna: carni arrosto, funghi dei boschi, formaggi stagionati, ma anche preparazioni più delicate, dove la sua freschezza riesce a valorizzare senza coprire.
E' un vino che ama la convivialità lenta, le tavole condivise, i pasti che non hanno fretta di finire.
Bere Nerello Mascalese significa assaggiare un luogo in continua trasformazione. Significa accettare che ogni annata sia diversa, che ogni contrada abbia una voce propria, che il vino non sia mai identico a sé stesso.
E' il vino di chi cerca autenticità, non perfezione. Di chi ama i dettagli, le differenze, le storie che si svelano con il tempo.
Come l'Etna, il Nerello Mascalese non si lascia dominare. Si lascia conoscere, lentamente. Qui ogni sapore ha una radice e ogni radice un'anima che brucia.





























